A Roma prove di lobbying su sabbie bituminose e shale gas

Il titolo del convegno organizzato il 4 marzo presso l’Università Luiss di Roma non poteva essere meno azzeccato: lo hanno chiamato “Innovazione attraverso la Sostenibilità”. Era in realtà un evento organizzato dall’Ambasciata di Polonia e del Canada per iniziare una strategia di lobbying comune sulle cosiddette fonti non convenzionali di energia fossile: petrolio proveniente dalle sabbie bituminose e gas di scisto. […]

Il Canada ha un chiaro interesse a promuovere l’utilizzo delle risorse petrolifere presenti soprattutto nella provincia dell’Alberta: preoccupata dalla prossima decisione della Commissione Europea in merito alla Fuel Quality Directive, che potrebbe mettere fuori dal mercato europeo i combustibili molto inquinanti, e quindi anche il suo petrolio da sabbie bituminose (tar sand), sta cercando un alleato europeo. La Polonia, invece, ha riserve estese di gas di scisto (shale gas); tra l’altro, il prossimo round delle negoziazioni internazionali sul clima si svolgeranno proprio a Varsavia, a fine novembre di quest’anno (COP 19).

In apertura del convegno l’Ambasciatore polacco Wojciech Ponikiewski annuncia con soddisfazione che alcune aziende italiane sono attualmente già attive in Polonia: “Moltissime aziende hanno manifestato interesse per lo shale gas: in particolare ENI e Sorgenia, che hanno già iniziato le esplorazioni in Polonia.” Annuncia anche che nel corso del convegno si sarebbero affrontate tutte le problematiche ambientali relative allo sfruttamento delle fonti fossili non tradizionali. Invece nel corso dell’evento, non si accenna né ai cambiamenti climatici, e nemmeno alla concorrenza con le energie rinnovabili…

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