COP23 Bonn – 1° giorno: Che la Talanoa sia con tutti i delegati

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— COP23 Bonn – 1° giorno —

E’ la nuova parola d’ordine dei negoziati: Talanoa. Questo concetto è stato introdotto nella sessione negoziale del maggio 2017, per progredire su un punto chiave dei negoziati: come organizzare il Dialogo Facilitativo, la prima importante tappa per l’implementazione dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, previsto nel 2018. Il Dialogo Facilitativo è infatti il primo check-point per valutare le azioni intraprese per arrestare il cambiamento climatico ed eventualmente se prevedere un – necessario – innalzamento degli obblighi di riduzione delle emissioni di gas serra.

Il Dialogo Facilitativo è quindi fondamentale per la lotta ai cambiamenti climatici: un appuntamento a cui la comunità internazionale, rappresentato nella XXIII Conferenza delle Parti sul Clima (COP23 Bonn) si stanno preparando anche dal punto di vista dei metodi di discussione. E proprio per agevolare una discussione proficua, è stata introdotta la parola “Talanoa”:

“Talanoa è una parola tradizionale usata nelle Fiji e nel Pacifico per riflettere un processo di dialogo inclusivo, partecipativo e trasparente, con lo scopo di condividere storie, costruire empatia e prendere decisioni sagge, per il bene collettivo. Durante il processo, le Parti costruiscono la fiducia e avanzano la conoscenza attraverso l’empatia e la comprensione. Colpire gli altri e avanzare osservazioni critiche non sono coerenti con l’edificazione della fiducia e rispetto reciproci e quindi incoerenti con il concetto di Talanoa. Talanoa promuove la stabilità e l’inclusività in relazione al dialogo, creando uno spazio sicuro che abbraccia il rispetto reciproco di una piattaforma per il processo decisionale per un bene maggiore”. – dal sito UNFCCC.

Alla COP23 Bonn, nel corso della prima giornata di negoziati, è stata approvata l’agenda e alcuni gruppi negoziali (Europa, Environmental Integrity Group) forse poco avvezzi alle usanze delle isole del Pacifico, hanno chiesto chiarimenti su come il Dialogo Facilitativo “Talamoa” sarà portato avanti. In realtà tutte le regole di questo appuntamento devono essere ancora definite, come pure altri aspetti dell’attuazione dell’Accordo di Parigi: le regole attuative per i finanziamenti delle azioni di adattamento e del meccanismo Loss & Damage, i meccanismi di carbon market, etc. Inoltre, la discussione si è accesa su due punti, di grande importanza, che non sono stati ancora inclusi nell’agenda: l’accelerazione dell’attuazione degli impegni e delle azioni previsti entro il 2020 e la crescente ambizione del pre-2020, argomento proposto dall’Iran, per il Like-minded Group of Developing Countries (LMDCs); e un “gateway” per incoraggiare, monitorare, segnalare, verificare e rendere conto degli impegni di attori non statali, proposto dalla Repubblica Democratica del Congo e sostenuto dal Mozambico.

Altre notizie dalla COP:

  • La Germania incrementerà il suo contributo al fondo per l’adattamento del clima di 50 milioni di euro.
  • Gli Stati Uniti, pur confermando che usciranno dall’Accordo di Parigi appena possibile (ovvero dopo 3 anni+1 di preavviso dall’entrata in vigore), continueranno a partecipare ai negoziati (sig…)
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