Decluttering: come lasciare andare gli oggetti… verso una nuova vita! – il negozio Mercatopoli di Morro D’Oro: #iovendoconMercatopoliperchè

Ok, confesso: per una parte della mia vita sono stata un’accumulatrice seriale di oggetti. Sentivo un attaccamento sentimentale verso ogni maglia, gonna e vestito, anche quelli ormai lisi o bucati. Portavano con sé dei ricordi, belli o brutti che fossero, e per una smemorata come me i ricordi sono un aspetto particolarmente importante del mio passato.

Avrei tenuto tutto, veramente tutto. Conservavo pile di fogli: dall’università alle conferenze sul clima, da riviste che non avevo avuto il tempo di leggere alle gomme per cancellare usate alle elementari. Non solo: non riuscivo a staccarmi dalle tazzine ormai senza manico e perfino i caricabatteria di vecchi cellulari mi mettevano in difficoltà (non si sa mai; e se mi servissero ancora!?).

Poi sono intervenuti 2 fattori. Il primo, è stata una serie di traslochi, a distanza ravvicinata, per l’Erasmus e poi per lavoro. A ogni trasloco, chiaramente, qualcosa andava perso; ma comunque mi ostinavo a portarmi dietro il mio carico di “cose”. Un carico che nel tempo era diventato pesante e ingombrante non sono nel senso letterale ma anche emotivo. Non erano più oggetti che io possedevo per darmi utilità: loro occupavano il mio spazio, fisico e mentale!

Il Metodo Marie Kondo: un punto di inizio, ma…

E fu così che conobbi Marie Kondo e il suo famoso libro “Il Magico Potere del Riordino”. Secondo la regina giapponese dell’ordine, vivere in spazi liberi dall’accumulo di oggetti porta a sperimentare “un cambiamento talmente radicale che toccherà le vostre emozioni. Con un simile impatto, volenti o nolenti, cambierete radicalmente la vostra mentalità e le vostre abitudini quotidiane”. Ebbene, può sembrare un’espressione esagerata… eppure è vero! L’ordine, e soprattutto il decluttering, producono un senso di benessere inaspettato.

Solo una cosa ho sempre detestato del metodo Marie Kondo: propone di disfarsi degli oggetti semplicemente… buttandoli! Capirete che non c’è azione più terribile per il Pianeta di disfarsi di oggetti ancora in buono stato gettandoli semplicemente tra i rifiuti. E non c’è azione più difficile che staccarsi da oggetti legati ai nostri ricordi inviandoli in discarica!

… la svolta è arrivata con Mercatopoli!

Ho provato a cercare a chi affidare i miei ricordi per ridare nuova vita agli oggetti che non mi servivano più e ho trovato il modo: con Mercatopoli, una catena di negozi per l’usato. Si chiamano proprio negozi, e non mercatini per un motivo ben preciso, che mi ha spiegato direttamente il fondatore di Mercatopoli, Alessandro Giuliani: “Non è il classico mercatino con cose accumulate e impolverate. L’idea alla base del progetto è di rendere smart il mercato second-hand”. I negozi hanno quindi reparti ben definiti, sono puliti, luminosi, con articoli accuratamente selezionati da addetti esperti e formati.

Il negozio Mercatopoli di Morro D’Oro 

Qualche giorno fa ho visitato il negozio Mercatopoli di Morro D’Oro, in provincia di Teramo. Ad accogliermi ho trovato Giuseppe Anania e la sua famiglia, che insieme ad alcuni collaboratori gestiscono l’attività.

Mercatopoli

Qua il riuso inizia dal locale: il negozio era precedentemente un hotel, chiamato Don Chisciotte; è stato poi riadattato per ospitale Mercatopoli. A fondarlo è stato proprio Giuseppe, che da sempre ha una vera e propria passione per gli oggetti usati.

Quando ci lasciano un oggetto che gli è appartenuto, i clienti ci lasciano una parte di loro stessi. – mi racconta Giuseppe. Per questo sono un appassionato dell’usato da anni: ogni oggetto ti racconta una storia. Alcuni clienti ti raccontano la storia di ciò che ci portano. Perciò è importante un negozio con un ambiente piacevole: li lasciano più 

volentieri proprio perché sanno che saranno valorizzati”.

I clienti sono di diverso tipo: “alcuni  inizialmente hanno paura di perdere il controllo dei loro oggetti. Spesso sono infatti oggetti che hanno un valore affettivo. Altri invece già ci conoscono e sanno che la trasparenza è uno dei nostri principi: al momento in cui un oggetto viene lasciato, si crea un account online; per cui chi vende riceve un’email quando l’oggetto viene venduto o quando sta per scadere il periodo di esposizione“, di 60 o 90 giorni. “Sicuramente un fattore importante è poter vedere che tutto quanto è esposto in un bell’ambiente“.

 

 

#iovendoconMercatopoliperchè: come avviene la vendita

Adesso tocca a me: ho portato un paio di scarpe ancora nuove, ma terribilmente strette. Perciò ho deciso di rivenderle. Saliamo al piano superiore, dove si trova il reparto abiti: è organizzato sia per genere che per categorie merceologiche (capi firmati, pantaloni, vestiti, abbigliamento sportivo, etc). Sono sistemati con grande cura, tanto che è difficile capire che si tratta di vestiti usati. Noto anche che ogni cruccia riporta la taglia: utilissima!

Girando tra gli spazi, si intuisce chiaramente la grande cura per la selezione e la sistemazione dei capi, che infatti hanno proprio un aspetto pari al nuovo. E’ anche semplice trovare quello che si cerca.

Ma quello che più mi ha stupito è stato l’odore: nei mercatini di solito si respira un’aria stantia e molto poco invitante; qua i locali sono puliti e anche l’aria è quella di un negozio di vestiti.

 

Sì, sono sicura che le mie scarpette faranno ancora molta strada, anche senza di me; per cui al bancone Matteo si occupa di effettuare una valutazione.

In pochi minuti, si ottiene la tessera, con la quale si possono effettuare sia le vendite che gli acquisti. Da questo momento sarà possibile seguire online l’oggetto in vendita. Sarà utilizzato da un’altra persona, in modo tale allungare la sua vita e non dover essere di nuovo prodotto: con un bel risparmio non solo per il portafoglio, ma anche per l’ambiente!

 

 

 

 

Ecco il sito web per conoscere meglio il mondo Mercatopoli e come vendere i tuoi oggetti: =>  https://www.mercatopoli.it/vendi-con-mercatopoli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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